Al via il restauro della facciata juvarriana di Palazzo Madama

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Sei mesi di la­vori, dal 1 luglio al 31 di­ce­mbre, re­sti­tu­i­ranno la lu­cen­tezza del co­lore na­tu­rale ai marmi de­li­cati e po­rosi

In oc­ca­sione del 150° an­ni­ver­sario dell’Unità d’Italia, la fac­ciata di Pa­lazzo Ma­dama tor­nerà al suo an­tico splen­dore grazie a un im­port­ante in­ter­vento di pu­li­tura e ma­nu­ten­zione con­ser­va­tiva, rea­liz­zato dalla Fon­da­zione To­rino Musei e dalla Città di To­rino grazie al con­tri­buto della Re­gione Pie­monte. Per sei mesi, dal 1 luglio al 31 di­ce­mbre 2010, la fac­ciata del Pa­lazzo che nel 1861 ospitò la prima sede del Se­nato del Regno d’Italia, un mo­nu­mento che ap­par­tiene alle più alte crea­zioni del Ba­rocco eu­ropeo e che oggi con­serva le opere del Museo Ci­vico d’Arte An­tica, sarà co­perta da un pon­teggio per per­met­tere a Pa­lazzo Ma­dama di pre­sen­tarsi con una veste im­pec­ca­bile all’im­port­ante ap­pun­ta­mento del 2011. Du­rante la du­rata dei la­vori e di per­ma­nenza del can­tiere sarà ga­ran­tita l’aper­tura del museo ai vi­si­ta­tori, nel ris­petto delle norme di si­cu­rezza per i la­vor­a­tori e gli ospiti della strut­tura.

palazzomadamaPer le ce­le­bra­zioni del 2011 Pa­lazzo Ma­dama ha in pro­gramma un pro­getto di ri­al­le­sti­mento sce­no­gra­fico dell’ar­redo dell’aula del primo Par­la­mento ita­liano, per re­sti­tuire ai vi­si­ta­tori l’emo­zione e l’es­pe­ri­enza viva dei primi anni di at­ti­vità della ca­mera alta. Il pro­getto, rea­liz­zato in col­la­bo­ra­zione con la Fon­da­zione Teatro Regio di To­rino grazie al so­stegno della Fon­da­zione CRT è fi­na­liz­zato alla ri­costru­zione di uno spazio in­ti­ma­mente le­gato alla storia del no­stro paese. Il re­stauro con­ser­va­tivo della fac­ciata d’in­gresso del pa­lazzo co­sti­tuirà un gi­usto e in­dis­pensa­bile co­rol­lario di tale ini­zia­tiva.

La fac­ciata e lo sca­lone di Pa­lazzo Ma­dama, ca­po­la­vori dell’ar­chi­tetto mes­si­nese Fil­ippo Ju­varra, chia­mato da Vit­torio Amedeo II per rin­no­vare To­rino di­ve­nuta ca­pi­tale del regno sa­baudo, sono de­corati con temi tra­di­zio­nali degli or­dini clas­sici, cui si af­fian­cano temi più ba­rocchi: il bugnato ru­stico per il ba­sa­mento che rac­chiude al centro i tre ar­coni di ac­cesso al pa­lazzo, l’or­dine gi­gante di co­lonne e pa­raste com­po­site di 17 metri di al­tezza tra le quali si apre una fila di mo­nu­men­tali fi­ne­stroni ad arco, la ba­laustra di co­ro­namento sulla quale si er­gono i vasi, i pi­la­strini e le statue al­le­go­riche delle virtù del buon go­verno scol­pite da Gio­vanni Ba­r­atta, e in­fine i quattro bas­so­ri­lievi con pa­noplie, scol­piti da Carlo Tan­tar­dini su di­segno dello stesso Ju­varra, che ornano l’in­gresso. La scelta pro­get­tuale di Ju­varra fa sì che la fac­ciata as­suma la fun­zione di una griglia tras­pa­rente, at­tra­verso la quale si per­ce­pisce lo svi­luppo de­cora­tivo in­terno, in una com­po­si­zione d’in­sieme ba­sata sul pas­saggio della luce. Il ri­sul­tato si av­vi­cina ad un’ariosa loggia com­ple­ta­mente aperta, come Ju­varra l’avrebbe vo­luta se le con­di­zioni cli­ma­tiche to­ri­nesi non l’aves­sero obb­li­gato a pro­teg­gere l’in­terno con lo schermo di grandi ser­ra­menti ve­trati.

 

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